Il CEO di Apple Tim Cook ha scritto un saggio sul TIME Magazine in cui chiede al Congresso degli Stati Uniti di approvare “una legislazione federale completa sulla privacy“.

Cook dice che nel 2019 è ora che tutti “difendano il diritto alla privacy”.

Il saggio prosegue con le numerose richieste di Cook per cercare di migliorare le norme sulla privacy nel settore tecnologico, sopratutto verso quelle aziende che creano “profili” attraverso i dati degli utenti, di cui Cook è un chiaro oppositore. 

Nonostante il problema sia enorme, tuttavia, Cook crede che possa essere ancora risolto attraverso un “pacchetto di riforme che protegga e responsabilizzi il consumatore“.

Innanzitutto, Cook afferma che i consumatori hanno il diritto di avere i loro “dati personali ridotti al minimo”, ovvero che l’utente non sia costretto a rendere pubblici tutti i propri dati personali, ma solo quelli essenziali.

Invita inoltre le aziende a “sradicare le informazioni di identificazione dai dati dei clienti e, se ciò non è possibile, “evitare di raccoglierli“, un chiaro riferimento alla pratica sulla privacy adottata da Apple.

Cook dice anche che gli utenti hanno il “diritto alla conoscenza, il diritto di accesso e il diritto alla sicurezza dei dati“.

La più grande sfida attualmente affrontata dalla protezione della privacy, scrive Cook, è che le violazioni commesse da alcune società sono “invisibili”.

 Per questo motivo la Federal Trade Commission dovrebbe istituire sistema che consentirebbe agli utenti di monitorare dove e come i loro dati vengono utilizzati e venduti.

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