Dagli USA arriva la notizia di una proroga di 3 mesi per Huawei, da poco travolta da un decreto che le vieta di usufruire di hardware, software e servizi proveniente dagli Stati Uniti d’America. Ovviamente, il nome più noto tra le aziende coinvolte è quello di Google.
Come sappiamo gli smartphone cinesi di Huawei utilizzano Android e tutti i servizi Google ad esso legati, quali PlayStore, YouTube e altri. Android di per se è un progetto open source, ma non lo store ufficiale, di fatto proprietà di Big G.

Il caso è nato quando Google ha annunciato il ritiro della licenza a Huawei in seguito all’ordine restrittivo emanato dall’amministrazione Trump.

Secondo la nuova direttiva, la società Cinese può continuare ad usufruire dei prodotti e dei servizi attualmente in uso, fino al 19 Agosto. Questo però solamente per i prodotti già esistenti o in fase di completamento.

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In particolare gli aggiornamenti software, potranno essere rilasciati al pubblico fino al 16 maggio, ma Huawei non potrà accedere a componenti realizzati negli USA allo scopo di produrre nuovi Device.

Il governo Trump ha imposto queste restrizioni secondo un teorico pericolo per la sicurezza nazionale e/o gli interessi di politica estera.

La pecca più grande, riguarda la sicurezza. Google avverte i vari produttori con licenza regolare di eventuali falle fino ad un mese prima della loro pubblicazione pubblica. In questo caso, Huawei non verrà contattata ma ne verrà a conoscenza solo quando tali informazioni saranno di dominio pubblico.

Android di per sé è un progetto open source, come già detto. Questo vuol dire che Huawei potrà continuare ad utilizzare tale sistema operativo ma “puro”, quindi senza nessun servizio ne applicazione di proprietà di Google o di altre aziende Americane coinvolte in tale restrizione.

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